“HOME “ LE CHIESE DEL QUARTIERE DI SAN MICHELE (2)
Diocesi in cui si svolge
Orario
Location
SCIACCA CHIESA DI SAN MICHELE ARCANGELO
Salita San Michele n. 59, SCIACCA, Agrigento 92019, Italia, SCIACCA, Agrigento 92019, Italia, SCIACCA, Agrigento 92019, Italia, SCIACCA, Agrigento 92019, Italia
Programma dell'evento
Per il terzo anno consecutivo, l’Associazione culturale GO SCIACCA GO- Aps partecipa alla Lunga Notte delle Chiese, consentendo la visita delle chiese del suggestivo quartiere di San Michele.
Programma dell'evento
Per il terzo anno consecutivo, l’Associazione culturale GO SCIACCA GO- Aps partecipa alla Lunga Notte delle Chiese, consentendo la visita delle chiese del suggestivo quartiere di San Michele. Dalle ore 18:30 alle 22:30, i visitatori avranno l’opportunità di scoprire quattro gioielli architettonici del patrimonio saccense, eccezionalmente aperti e animati dai racconti e dalle narrazioni dei volontari dell’associazione. Un vero e proprio viaggio nel cuore della bellezza sacra, della storia e dell’identità locale, che si snoda attraverso la visita della Chiesa di Santa Maria del Giglio (bene FEC), Santuario di Santa Maria dell’Itria ( bene FEC) , la Chiesa di San Michele Arcangelo e , infine, della Chiesa dell’Olivella.
In linea con lo spirito che anima la manifestazione a livello nazionale, l’accesso a tutti i siti sarà come sempre totalmente gratuito.
Il filo conduttore di questa undicesima edizione è particolarmente profondo: “HOME: Francesco va e ripara la mia CASA”. Il titolo prende spunto dalla celebre frase che la tradizione attribuisce al Crocifisso di San Damiano, rivolta a San Francesco d’Assisi all’inizio della sua conversione. Se in un primo momento il Santo pensò al restauro concreto di una struttura in rovina, comprese ben presto che l’invito era esteso all’umanità e al mondo intero. In quest’ottica, la parola “Home” non indica un semplice spazio fisico, ma diventa un manifesto culturale e spirituale: un richiamo all’appartenenza, alle radici, alla custodia di ciò che siamo e alla ricostruzione delle relazioni ferite. Con questa iniziativa, le chiese di Sciacca apriranno le porte per farsi “casa” accogliente per chiunque – cercatori, dubbiosi, curiosi o contemplativi – desiderosi scoprirle. L’evento è il frutto di un’importante rete di collaborazioni e autorizzazioni istituzionali ed ecclesiali.
Si ringrazia, pertanto, per l’autorizzazione concessa alla partecipazione dell’evento, il Ministero dell’Interno – Direzione Centrale degli affari dei Culti e per l’amministrazione del Fondo Edifici di Culto, proprietaria del Santuario di S. Maria dell’Itria e della Chiesa di Santa Maria del Giglio e la Prefettura di Agrigento.
Per la fattiva collaborazione si ringraziano, altresì, il Comune di Sciacca, la Soprintendenza ai BB.CC. AA. di Agrigento, l’Arcidiocesi di Agrigento, la Parrocchia di S. Michele Arcangelo di Sciacca e i padri del Terz’Ordine Regolare Francescano.
Vi aspettiamo per condividere insieme un percorso che toccherà i sensi e l’anima, unendo la meraviglia dell’arte alla ricchezza della storia e alla profondità della fede.
CHIESE VISITABILI :
CHIESA DI SANTA MARIA DEL GIGLIO :Fondata nel 1300, fu ricostruita una prima volta nel 1565 e una seconda nel 1641. La facciata attuale è il risultato di un rifacimento non rispettoso delle antiche forme, avvenuto nel 1966. La parte superiore, col campanile cuspidato al centro, è un’aggiunta moderna, che contrasta con la linea severa dell’antico prospetto rinascimentale con pilastri, archi a tutto sesto e cantonali costruiti con conci di pietra locale. Sulla facciata sotto il portico, sono murate cinque palle di cannone che furono sparate nel 1600 da alcune navi britanniche in navigazione nelle acque saccensi, che avevano scambiato per colpi di cannone rivolti contro di loro i botti dei mortaretti per i festeggiamenti per la festa della Madonna. L’interno è a forma di croce latina ed è diviso in tre navate da colonne. Di pregevole fattura è la tela della Natività della Vergine del 1628 e delle statue lignee del ‘700.
SANTUARIO DI SANTA MARIA DELL’ ITRIA : Insieme con l’annesso monastero, detto comunemente Badia Grande, forma il complesso monumentale più importante della città. Fu fondata nel 1380 da Guglielmo Peralta e ricostruita tra il 1776 e il 1784 su progetto del trapanese Luciano Gambino. La facciata dallo schema compositivo estremamente semplice nel primo ordine, assume slancio e preziosità barocche con la sovrastante scenografica loggia e l’attico. L’interno ad una sola navata, è ricco di decorazioni in oro zecchino e di opere d’arte, tra cui alcune tele del Testone, mentre le gelosie a petto d’oca sono dei fratelli Cannella; altari e pavimento sono tutti in marmo rosso di Sciacca. La chiesa contiene le tombe di molti membri delle famiglie Peralta e Luna.
CHIESA DI SAN MICHELE ARCANGELO: Costruita per volontà di Natale Amodeo, ricco conciapelle e calzolaio nel 1614-20 e aperta al culto nel 1638, per la vastità dell’insieme questa chiesa è una delle più belle di Sciacca. La facciata, dallo stile architettonico lineare, ha chiare superfici intonacate a calce, esaltate dalle paraste di pietra dorata a vista. Il primo ordine è contrassegnato da tre portali. Sul timpano della porta principale si trova una quattrocentesca statua di marmo bianco di S. Michele, proveniente da un’altra chiesa dedicata al santo.. Sul lato interno della facciata si trova un’imponente tribuna cantoria del XVII secolo, fastosamente intagliata con gusto barocco, e un organo del 1832. La chiesa contiene pregevoli opere di scultura e pittura, tra cui un S. Girolamo, dipinto su tavola del XV secolo, e un bassorilievo raffigurante l’Angelo Gabriele e il bambino Tobia, provenienti da una prima chiesa di S. Michele costruita dai Peralta e non più esistente. Sull’altare maggiore è la seicentesca statua lignea di S. Michele, attribuita al Li Volsi. La chiesa custodisce in un prezioso reliquario le Sacre Spine. CHIESA DELL’ OLIVELLA: Fondata nel 1645 e dedicata a S.Maria dell’Arco, fu poi rimaneggiata totalmente nella prima metà dell’Ottocento e ridotta alle attuali forme. L’interno si presenta ad una sola navata, l’architettura è del tardo barocco; il pavimento originario in mattoni stagnati rimane soltanto nel presbiterio e nella sacrestia.