L'Umanesimo cristiano del Tempio Malatestiano di Rimini
Diocesi in cui si svolge
Orario
Location
Basilica-Cattedrale Tempio Malatestiano di Rimini
Via IV Novembre, n. 35 - 47921 Rimini
Programma dell'evento
Il video che viene proposto è una breve “visita guidata” all’interno della Basilica-Cattedrale Tempio Malatestiano di Rimini (1447-1468), mirabile monumento realizzato per volontà di Sigismodo
Programma dell'evento
Il video che viene proposto è una breve “visita guidata” all’interno della Basilica-Cattedrale Tempio Malatestiano di Rimini (1447-1468), mirabile monumento realizzato per volontà di Sigismodo Pandolfo Malatesta (1417-1468). Si tratta di un’architettura ecclesiale quale espressione del primo Rinascimento italiano, in cui l’architetto umanista Leon Battista Alberti, recuperando il linguaggio della tradizione classica, ha saputo rinnovare il volto dell’edificio di culto cristiano. La stessa facciata della grande Basilica di San Pietro in Vaticano sarebbe incomprensibile senza l’originalità della soluzione albertiana per il Tempio Malatestiano di Rimini. Tale innovativa soluzione ha segnato la stessa storia dell’architettura ecclesiale, fino alle soglie del Novecento. L’interno della Basilica-Cattedrale Tempio Malatestiano – interrotto nella sua parte rinascimentale a causa delle vicissitudini di Sigismondo Pandolfo Malatesta – contiene opere di insigni “maestri internazionali” quali Giotto, Piero della Francesca, Agostino di Duccio, Matteo de’ Pasti e Giorgio Vasari. La proposta del video qui presentato per l’edizione “La Lunga Notte delle Chiese” 2020 è quella di rileggere l’opera di alcuni dei maestri del Rinascimento italiano all’interno del Tempio Malatestiano alla luce di un “Umanesimo cristiano” che ha saputo accogliere elementi della tradizione culturale classica (greco-romana) all’interno di una rinnovata prospettiva teologica, in cui l’antichità classica viene elevata a sostegno della stessa rivelazione cristiana, anche alla luce del messaggio profetico della tradizione ebraica dell’Antico Testamento. Si vuole così presentare un Umanesimo rinascimentale, non come espressione di un’assolutizzazione dell’uomo e delle sue capacità, ma quale straordinario crocevia, in cui, come è stato giustamente osservato, “divenne evidente l’intima connessione tra la dipendenza dell’uomo da Dio e la sua capacità creativa, entrambe riflesso di quella somiglianza con Dio di cui parla la Genesi”. [Arch. Johnny Farabegoli – Responsabile Ufficio Beni Culturali, Diocesi di Rimini]